SOLO 42 GRADI

Firenze.Il forno del Rinascimento.

 

Le ferie sono volate.

Una settimana scarsa di mare sole mojito e chiacchiere con la mia buona amica Ilaria.

Un giorno in piscina col mio adorato Lorenzo.

Il durissimo rientro a lavoro.

 

E lui.

Che si continua a cenare fuori.Solo ed esclusivamente giapponese.

Che mi fa ridere come una matta.

Che riesco ad avere finalmente conversazioni interessanti.

Che chi lo sa dove ci porta questa cosa ma per ora va bene così.

 

E il solito vecchio ragazzo della prateria che m’informa che domani torna dalle ferie.

 

E la Chiara che finalmente torna dalla Giamaica.

E che tra poche ore potrò riabbracciare.

 

E questo nipotino nuovo di zecca che sta per arrivare.

 

Solo qualche grado in meno e tutto sarebbe pressochè perfetto.

 

 

 

Lorenzo e la Zia   Agosto 2O11

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E AGOSTO FU

 

 

Per chi se lo fosse domandato si.Sono viva.

Manca solo un giorno alle ferie.

Sempre che si possa chiamare ferie una settimana precisa precisina con rientro in pompa magna al lavoro per Ferragosto.

 

Giorni di partenze.Che la Chiara se ne va per due lunghissime settimane in Giamaica.

Giorni di zanzare.

Giorni di lavoro e mare alla domenica col solito gruppo di amici.

Giorni di chiarimenti coi vecchi amici.

Giorni di cene fuori e mojito.

Giorni in cui cerco di capire come funziona questo cacchio di IPhone.

Giorni in cui l’emozione per questo nipotino in arrivo è sempre più tangibile.

 

E poi c’è lui.Quello del caffè.Che poi si chiama Giulio.

Che mi fa ridere.

Che mi manda messaggi di continuo.

Che mi cerca.

Che mi porta a cena al giapponese.

Che sarebbe perfetto sulla carta.

 

Se non fosse per quel piccolo problemino che ha.

E che si chiama con un nome che conosco fin troppo bene.

Che "sembra talco ma non è" come diceva Pollon.

Si chiama cocaina.

E che per me è un problema risolto.

Che non mi ci voglio ritrovare.

 

Quindi domani ultimo giorno di lavoro.

Poi via al mare da una styler.

Che per me una styler non è.

Ma è una buona amica.

 

E sole e mare e relax e decisioni da prendere.

 

Buone ferie ragazze.

Vi bacio.

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NON C’E’ DUE SENZA TRE

 

Giornata d’incontri.

Vieri che viene a lavoro poco prima che stacchi.

Non si capisce bene a fare cosa.

Due chiacchiere e mentre mi accompagna al motorino vedo il suv del ragazzo del caffè.

Che era al bar che mi aspettava per farmi una sorpresa.

Quindi mollo Vieri lì sul marciapiede "Scusa devo andare.C’è qualcuno che mi vuole."

 

Lui rimane lì come un baccalà.

Faccio per attraversare la strada e chi si ferma per farmi passare?

Matteo.

Che accenna anche un saluto senza tentare di investirmi.

 

Ah.

Il ragazzo del caffè ha un nome.

Ma per adesso vi svelo solo l’iniziale.

G.

 

E stasera cena giapponese.

 

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OFFRIRE CAFFE’ AGLI SCONOSCIUTI

 

Che il ragazzo della prateria è stato definitivamente gassato.

E non entro nei particolari del nostro addio che non ne vale la pena.

 

Metti che prima di entrare a lavoro entro al bar a prendere il caffè.

Metti che c’ un uomo seduto a pranzo da solo.

Uno sguardo.Due.

Lui molto carino.

E io che faccio una cosa così istintiva e pazzesca che non è certo da me.

Vado dal barista e gli dico "A lui il caffè lo pago io."

 

Lui esce per ringraziarmi.Stupito.Ovviamente.

Si parla un pò e via che si scambiano i numeri.

Messaggio dopo qualche ora che dice "Ma se invece di un caffè per ringraziarti ti offrissi una cena?"

 

E ieri il nostro appuntamento al buio dopo un intero weekend di messaggi.

 

Pazzesco.

Cena di pesce in un posto bellissimo.Ottimo vino.Fantastica conversazione.

Un uomo che ha girato il mondo.

Che fa un lavoro che lo porta a viaggiare di continuo.

Di una semplicità unica.

 

Serata favolosa.

 

Oggi l’ho rivisto per il caffè.

Domani sera lo rivedo per una cena giapponese.

 

Direi che l’ho speso bene quell’euro.

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A VOLTE RITORNANO (150esima Puntata)

Che pare Beautiful.

Si prendono.Si lasciano.Litigano.Fanno pace.Fanno l’amore.Vorrebbero ammazzarsi.

 

Non ci si sente per 3 settimane e lui che fa?

Viene a trovarmi a lavoro.

Ma non c’ero e allora mi scrive.

Poi mi chiama e decidiamo di aperitivare.

 

Lui arriva splendio abbronzato con una t-shirt verde.

Aperitivo.

Mille chiacchiere e infamate che ci stavano bene.

 

Poi via si va a vedere un mercatino in zona Porta Romana.

E si passeggia.

Si mangia il cocomero.

Si compranno aggeggi vari.

 

E poi al ritorno ci si ferma in camporella.

E si fa all’amore.

E lui mi dice che gli piaccio.

Gli piaccio tanto.

 

E io dico una di quelle cose che non si dovrebbe mai dire.

Scegli.Scegli me.

O dentro o fuori.

 

Alla prossima puntata.

 

Stay tuned.

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FUOCHI D’ARTIFICIO

Che lo scorso venerdì era il patrono di Firenze.

E si sa.Per San Giovanni si sparano i fochi.

Io ero a quella cena e i fuochi non li ho visti.Ma direi che l’abbiamo fatti.

 

Io ero vestita e pettinata di tutto punto.

Lui arriva con quell’essere che non si può guardare.

Cena bellissima.

Amici vino e maialino.

 

Lui che a un certo punto e mi getta uno sguardo che ha gelato il sangue a me e a chi mi stava vicino.

Lui che a fine cena guardandolo bene era invecchiato,ingrassato e sbronzo da paura.

Lui che dal nulla accende una discussione-litigio-teatrino con la mia migliore amica.

Lui che le dice "Se era per me te e la tua amica non sareste qui."

(Ecco quindi ora io per lui sarei l’amica della Chiara?

Ma brutta testa di cazzo noi siamo stati insieme 10 anni.

Faccia di culo.)

E io che intervengo con un elegante "Mi pare che l’unica persona fuori luogo qui sei te."

 

Lui che si alza prende il suo cesso di ragazza e se ne va.Sbronzissimo ovviamente.

 

Che amarezza.

E le infamate non si contano nemmeno più ormai.

 

Ho vinto.

Ma con uno così è proprio il caso di dire che mi piace vincere facile.

 

Poncipocipopopo.

 

 

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PENSAVO FOSSE AMORE INVECE ERA UN CALESSE

 

 

E mai cosa da dire fu più appropriata.

Dato che si tratta del ragazzo della prateria.

Niente di fatto.

L’ennesimo e spero ultimo "addio".

Forse l’ufficialità c’ha messo in crisi.

E su questo non ho altro da dire.

 

Domani cena con amici.

Tanti amici.

Amici storici.Di quelli decennali.Di quelli veri.

 

E poichè sono amici decennali ci sarà anche il tanto odiato-infamato-amato-sognato ex.

E ovviamente non sarà solo.Ma con quel cesso che cammina.

 

E io sarò bellissima,abbronzatissima,sorridentissima e soprattutto supportatissima.

 

Che c’è chi pensa di venire con uno striscione con scritto "Forza Checca".

 

 

Insomma.

Io speriamo che me la cavo.

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MANO NELLA MANO

Lui si ripropone con un sms e m’invita a vederlo correre al Palio.

Ci sentiamo sabato sera e dopo una telefonata di mezz’ora decide che ci raggiunge per bere una cosa.

Ero con la mia buona e paziente amica Chiara.

 

E via si parte tutti e tre per una festa.

Dove c’erano molti amici che abbiamo in comune.

E alla festa io e lui si scompare per una buona mezz’ora.

Mi sei mancata.Mi sei mancato.

 

E si rientra alla festa mano nella mano.

E tutti capiscono.

Chi ride.Chi tira un sospiro di sollievo.Chi sapeva.Chi ha scoperto.

 

E finita la festa via a casa sua.

"Dormi con me stanotte."

E facciamo quell’amore di stelle e chiacchiere.

Che mai credevo che un uomo potesse parlare così tanto dopo l’amore.

Alla faccia del post orgasmic chill.

 

E la domenica di nuovo ci sentiamo.

E io pazza che non sono altro dopo 10 ore di lavoro e 3 ore di sonno vado a vederlo correre.

Il mio cavaliere mascherato.

Che bello che era.Anche se è arrivato solo secondo.

 

Eccoci qua.

 

 

 

 

 

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DISADATTATI ADDICTED

Mercoledì a una festa per il referendum conosco un tipo.

Carino.Rosso di capelli.Lentiggini come se piovesse.

Si parla si ride ci si scambiano i numeri di telefono.

 

E ieri vado con lui al concerto in Santa Maria Novella per l’ennesima festa del referendum.

 

E viene fuori un uomo molto interessante.

Che lavora che legge che ascolta musica che si cimenta in lavori manuali.

Ma che ha un passato di tossicodipendenza.

 

E io mica dovrei giudicare.

Ecchecazzo.

Ho sniffato polverina bianca per non sò nemmeno quanti anni.

C’ho perso chili notti di sonno e un pezzetto di cervello.

E probabilmente anche l’amore della mia vita l’ho perso per quella roba lì.

 

E quindi mi domando:quanto il passato di una persona può denigrare il presente?

E mi domando se è giusto giudicare qualcuno sulle basi del suo trascorso.

(Che se lo facessero con me mica ne verrebbe fuori niente di buono)

 

E allora che fare?

Nascondere tutto come polvere sotto un tappeto?

 

E alla fine mi ritrovo a pensare nel mio cinismo che sono una lanterna per uomini disadattati.

Vedi il mio ex.

Vedi il ragazzo della prateria.

Vedi l’ex tossico.

 

Ma forse è solo paura.

Paura di farmi vedere di nuovo dentro.

 

 

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E GIUGNO FU

Che il Babbo ha compiuto 7O anni.

Che Lorenzo è sempre più eccitato per l’arrivo del fratellino.

Che il ragazzo della prateria mica s’è fatto risentire.

Che ho inaugurato la stagione del mojito.

Che io e la Chiara mia ci siamo fatte una promessa.

Che ci sono amici vecchi e nuovi.

Che c’è chi mi fa ascolare il blues.

Che c’è forse forse a luglio un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Che c’è che si può piangere di felicità per qualcun’altro.

Che c’è che ci si abbronza.

Che c’è una nuova buona amica da poco entrata nella mia vita come un missile terra aria.

Che c’è in arrivo un’estate senza ferie.

 

Ci sono tutte queste cose all’inizio di giugno.

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